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Santu Lussurgiu




Un antico borgo nella parte centro-occidentale dell'isola in provincia di Oristano.
Attraversando, dopo Macomer l'altopiano del Marghine, sia sulla linea ferroviaria, sia sulla statale 131, si vede a destra elevarsi la massa imponente del Monte Ferru ( o Montiferru ), il gigante dei vulcani spenti della Sardegna. Questo si estende, con un circuito di circa 50 miglia geografiche, dalle rive del Temo di Bosa a nord, fino al Golfo di Oristano a sud; ed è limitato ad est dall'altipiano di Ghilarza, e ad ovest dal Mare Mediterraneo.
Il Lamarmora chiama il Monte Ferru l'Etna sardo per le analogie che presenta col grande vulcano siciliano; non tanto per la sua altezza ( m. 1052 alla cima di Monte Urtigu ), quanto per il suo aspetto, per la sua vasta mole.
Se con l'immaginazione riandiamo ai tempi geologici in cui questo mostro era nel momento della sua massima attività, non possiamo fare a meno di provare un forte senso di terrore. Si pensi alle immense colate di lava infuocata, che come vari torrenti si versavano dalla sua enorme bocca e scorrevano dai fianchi della montagna verso la pianura, devastando tutto e coprendo di basalto, come una coltre funerea.
Oggi invece il mostro, sfinito dalle sue forti e tremende convulsioni, dorme tranquillo il suo sonno più volte millenario e ripara ai danni e alle devastazioni prodotte, inviando dai suoi fianchi verso la pianura i detriti delle sue erosioni, costituenti la linfa migliore e vivificatrice delle campagne. Da questa punta eccelsa si può vedere, con tempo sereno e cielo limpidissimo, gran parte della Sardegna centro-occidentale.
Il grosso paese, Santu Lussurgiu, appare all'improvviso, adagiato sulla sua profonda conca, al riparo dei venti a 500 m. d'altitudine. Il paese è ricco di numerose freschissime sorgenti, che danno origine a molti ruscelli. Le case sono spesso separate da piccolissimi orti e da giardinetti, in modo che sulle strade si affacciano spesso tralci fioriti, e piante rampicanti che s'innalzano fin sulle piccole terrazze, dando una nota di colore alle case.
Se dal paesaggio, l'osservazione si rivolgerà negli abitanti, l'interesse non sarà minore.



Gli abitanti, oltre ad occuparsi dei lavori di campagna, fabbricano doghe di castagno per botti e distillano dell'ottima acquavite.
In passato la lavorazione dei coltelli costituiva uno dei lavori più tipici e redditizi del fabbro che produceva oggetti per uso domestico e per le attività agricole e di allevamento.
I falegnami lussurgesi, abili artigiani del legno, sono noti in tutta l'Isola, per la realizzazione di infissi e mobili che riproducono i modelli tipicamente tradizionali, ma soprattutto per le caratteristiche cassapanche in legno di castagno.
Anticamente serviva per riporvi il corredo della sposa, oggi rappresenta un pezzo d'arredamento il cui pannello centrale era originariamente liscio, oggi appare riccamente intagliato con motivi geometrici e floreali. La tessitura del lino e della lana era un'attività a cui le donne si dedicavano fin dall'infanzia. Preparavano con le proprie mani il corredo da portare nella casa dello sposo. Tutto il ciclo si esauriva in famiglia, dalla semina del lino alla sua trasformazione in tessuto. Dalla tosatura della pecora alla lavatura, alla filatura e infine alla tessitura di coperte e tappeti. Oggi moltissimi telai vengono conservati in vecchie cantine, è un' arte che le nuove generazioni non praticano più.
Da un'indagine di studiosi che si sono occupati della nostra zona, mirante a stabilire il grado di socialità dei lussurgesi, parla della loro solidarietà civica, dell'attitudine alla vita comunitaria, del carattere fiero e indipendente.
Non manca neppure di volontà (sovente anche di una volontà piuttosto insistente, diciamo pure cocciuta).
Senza peccare di autovalutazione, potremmo anche parlare di una innata generosità e di coraggio.
Ma, nella realtà, questo piccolo popolo di lavoratori della terra ha dato anche uomini famosi nelle professioni, nella magistratura, nelle alte sfere del clero e della burocrazia, nelle arti, nelle lettere, nelle scienze, nella politica e nelle più varie attività.

Francesca

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