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Vasco Rossi a Firenze







Oggi 5 luglio 2005... anzi, da qualche minuto ieri visto che il concerto si è concluso alle 00:08... Vasco Rossi si è esibito nella splendida ed esaurita cornice della Stadio Artemio Franchi in Firenze.

Laportaccanto ha seguito per voi l'evento (anche un po' per noi...).
Alle 17 apertura dei cancelli ed è subito ressa per raggiungere i posti sotto al palco dove i ragazzi si intratterrano con giochi e canti fino alle 20 ovvero fino all'esibizione del cantante Simone reduce dal programma Music Farm e speriamo non solo per questo (ma per meriti vista la sua bravura) degno di aprire la serata di un mito come il Vasco nazionale.
Alle 21 lo Stadio è stracolmo, il prato coperto per l'occasione, non presenta spazi praticabili e sugli spalti, in curva, nei parterre non è possibile scorgere seggiolini liberi. Dilagano i palloni dell'organizzazione prontamenti fatti roteare dai ragazzi lungo tutta l'area del campo di calcio



Con qualche minuto di ritardo ed un po' di suspance ecco arrivare Vasco con il suo seguito... dopo pochi istanti è già lì che saltella "Firenze, finalmente Firenze..." ed è un richiamo per il coro, immediato il batter di mani inneggiando alla città.
Da segnalare un piccolo contrattempo con il microfono di Vasco che salta lasciandolo muto e lui parte con Madamadorè per poi concludere chiedendo un applauso per le donne.







Non stiamo a descrivere le canzoni ed è inutile dire che abbiamo potuto ascoltare le più belle; riportiamo piuttosto la nostra emozione sulle note della musica che ci ha ricordato le scene di Non ti muovere così come la dedica a Mario Riva... per concludere con un Alba Chiara che ha fatto storia, è conosciuta da tutti, sentita e risentita... eppure... "Tu, sola, dentro una stanza... e tutto il mondo fuori".


IL nostro Direttore a fine concerto

Persone di tutte le età piene di energia e voglia di urlare assieme a Vasco, voglia e desiderio di sentire la propria voce tramite il cantante che più di tutti rappresenta uno stile di affrontare la vita. Quel grande, per alcuni troppo, per altri troppo poco, che sfoggia nel privato e nelle occasioni importanti un cuore enorme, una carica ed una simpatia inesauribili.
Verrebbe da chiedersi cosa ne sarebbe stato di alcuni anni senza Vasco... cosa sarebbe stato di chi Vasco lo ha vissuto, di chi lo ha cantato, di chi lo ha copiato... cosa sarebbe stato dei banchi scarabocchiati o delle frasi sulle pareti, dei pensieri nei diari. Cosa di una generazione che non era abituata a bandane e grida dal palco a tutto volume... specie se dirette personalmente, perché quando Vasco canta ti guarda negli occhi.
Un cantante che ha saputo esprimere il disagio giovanile si direbbe: ma anziché disagio... ha proprio portato fuori quei gesti, pensieri e sensazioni che altrimenti avrebbero continuato a nascondersi.

Vai Vasco...
Grazie per la bella musica e per quei versi sornioni, per quegli sguardi ammiccanti ed il sorriso contagioso...

Un plauso alla grande organizzazione che ha sfoggiato professionisti in tutti i settori; componenti dello Staff perfettamente cordiali ed istruiti, personale medico efficiente, stands di ristoro e gadgets, posti riservati per necessità logistiche, visive e sociali.
BRAVI!, ma questo in fondo è semplicemente il popolo di Vasco Rossi.