![]() |
|
Marzo 2007; ![]() Il famoso speaker toscano telefona in diretta alla Soprintendenza fiorentina che si trova negli uffici di Palazzo Pitti. Dopo il centralino e la Segreteria centrale ecco arrivare agli ascoltatori la voce dell'Arch. Paola Grifoni responsabile Soprintendente territorialmente competente per materia. Interessante fin da subito la volontà della dott.ssa Grifoni di far notare come i "paletti burocratici" della Tramvia siano da addebitare ad anni passati e figure passate, in una delle prime frasi troviamo "Sarebbe come fermare un treno che va a 300 all'ora" si tratta di decisioni prese tanto tempo fa ed alle quali si può solo sottostare proponendo determinati parametri restrittivi e comunque segnalando precise prescrizioni. Questo è stato fatto dal Comitato di settore, interpellato come fu ai tempi della Fortezza... Tra le prescrizioni vi sono l'eliminazione dell'alimentazione aerea, l'eliminazione di ogni tipo di barriere perimetrali ai binari, l'uso di binari ammortizzati con sistemi all'avanguardia, la chiusura di tutta l'area al traffico fatta eccezione solo per i mezzi di soccorso.. e l'intoccabilità degli elementi monumentali presenti in loco (leggesi colonnina di San Zanobi). Relativamente all'"Alberello del miracolo tutto fiorentino" il "G" riesce a strappare una promessa alla Soprintendente che dichiara la propria contrarietà a qualsiasi spostamento, ed anzi ne assicura al 100% il mantenimento nella sua attuale posizione. Indubbio e prossimo il passaggio della Tramvia dal Duomo, questo quanto emerge lungo l'intera chiacchierata-intervista, non senza sottili riferimenti ironici come nel momento in cui l'Arch Soprintendente ricorda "l'iniziale volontà di far passare la tramvia dietro l'abside del Duomo per farla poi proseguire verso via del Proconsolo", evidenziandone la palese impraticabilità. Inaspettata invece, sincera, sentita e frutto della piacevole telefonata intercorsa, risulta la chiusura della telefonata stessa; l'Arch Grifoni nel pronunciarsi personalmente e non nei panni di Soprintendente così si esprime "avendo la possibilità di agire a monte, sarebbe stato possibile farla passare dai viali". Da questa ultima battuta possiamo trarre tante indicazioni; in primis è palese una lacuna enorme dell'Istituzione Soprintendenza che, dovendo occuparsi di temi e problemi che si dilatano nel tempo non prevede una elasticità tale da consentire che il succedersi delle persone nelle cariche istituzionali non impedisca loro di poter valutare i fatti nella naturale evoluzione temporale (pensate che tale elasticità viene proposta addirittura nel Diritto, una delle materie più rigide al mondo proprio per il suo principio di certezza). In secondo luogo appare ovvio come non vi sia stata in tema di Tramvia cittadina (e che tema!) una programmazione completa e trasparente; si è deciso invece, come più volte detto dal Vice sindaco Giuseppe Matulli, di procedere per gradi, per settori... così facendo a quale risultato si è giunti? Quello sotto gli occhi di tutti, cioè che il problema riscontrato di volta in volta può essere grande o piccolo, ostativo o meno ma necessariamente di valore inferiore al lavoro già fatto ed al tragitto già compiuto. Letta in senso di onestà intellettuale questa cosa è gravissima. Tutto quel che è emerso lungo il tracciato; scavi, porti granducali, tabernacoli... oltre ad essersi presentato quasi in modo ridicolo come SCOPERTA (certo, se non si è dato modo di studiarci sopra per tempo e con i mezzi adatti, un saggio al Pignone avrebbe fatto rilevare immediatamente la presenza del basolato del Porto), è stato oggetto di blocco dei lavori da parte delle Soprintendenze archeologiche e architettoniche che però hanno potuto solo FOTOGRAFARE, CATALOGARE, SEZIONARE, ACCATASTARE... mai deviare, impedire, rivedere, riprogettare... perché parte del lavoro era già stata fatto a monte ed a valle. Complimenti al "G" per il tono dato alla telefonata, ma anche all'Arch Grifoni disponibilissima e sincera nel presentare i fatti e nell'evidenziare tutti gli aspetti inerenti, positivi e negativi. Auguriamo alla Soprintendenza (in realtà lo speriamo con entusiasmo ed inossidabile fiducia) di poter intervenire sempre con tempestività nella vita culturale e storica di Firenze (Italia Europa Mondo), potendo contare su un potere preciso e diretto che faccia riferimento allo spirito critico della tutela e della salvaguardia, con giudizio non per fondamentalismo, ma con sensibilità guardando al passato oltre che al futuro.
Lasciò a Firenze una grande testimonianza di carica spirituale di credo e di volontà e passione nella fede.Morì probabilmente attorno al 417,tutti concordano per il 25 maggio, sepolto poi nella chiesa di San Lorenzo, anche per questo diventata Cattedrale. Probabilmente attorno all' anno 800, le sue reliquie furono trasportate nella neocattedrale di Santa Reparata (ora Santa Maria del Fiore; rimangono i resti visibili della vecchia chiesa nei sotterranei del Duomo). Una grande occasione di celebrazioni cittadine ed in quel giorno ebbe luogo la leggenda dell'olmo spoglio e secco... il passaggio delle spoglie del Santo sfiorò l'albero (alberi in piazza Duomo, pensate quanta naturale vita civica ci siamo persi!!) e fece rivivere il fusto ricoprendo il ramo disseccato di germogli freschi e di buon auspicio... A ricordare questo momento (sarà abbastanza vecchia questa leggenda da esser preservata?) fu eretta in quel luogo la colonnina che oggi vediamo davanti alla porta Nord del Battistero. Le spoglie vengono poi conservate in un'urna vero gioiello di oreficeria realizzata da... un maestro qualsiasi... Lorenzo Ghiberti, colui che usò della sua arte per fare le Porte del Battistero, tanto belle e sorprendenti da parer "Le porte dello Paradiso" come riporta il Vasari parole dette da Michelangelo... altro artistuccio fiorentino... Altre leggende toscane vedono protagonista Zanobi, e questo, più che decretarne la certa veridicità, dimostra l'affetto e la speranza che i fiorentini, e non solo, riponevano in questa enorme e carismatica figura religiosa. Zanobi viene spesso raffigurato accanto ad un giglio, simbolo di Firenze ![]() "G"; speaker radiofonico, presentatore, cantante... compositore, attore, sceneggiatore di fumetti (Le 'Avventure di Aria e G' edito da Titivillus Editore) e scrittore (ultima opera il libro di Racconti-Schegge "Io sono il Mostro" edito da Felici Editore). |