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(la Guida di Guido)
Tutto quello che non potete perdere e le guide turistiche non vi faranno mai vedere.
L’ARA DI CESARE: Nel bel mezzo del Foro Romano, fa (bella?) mostra di sé una specie di capanna di mattoni,
con tanto di ringhiera davanti. Non è certo un monumento che attiri l’attenzione, in mezzo alle altre magnificenze, eppure è la tomba di Giulio Cesare. Se vi addentrate di pochi passi all’interno dell’Ara,
sicuramente troverete qualche mazzo di fiori adagiati sul tumulo. E i fiori sono sempre freschi.
Questo particolare ha dato adito ad una delle tante leggende metropolitane che popolano la Capitale:
da millenni si perpetuerebbe una stirpe di adoratori di Cesare che, nottetempo, provvederebbero ad omaggiare la tomba del Divo Giulio affinché continui a proteggere la Città Eterna.
PIAZZA CAVALIERI DI MALTA: In cima all’Aventino, a poca distanza dalle Catacombe di Santa Sabina e al Giardino degli Aranci, si trova una piccola piazza disegnata dal grande architetto Giovan Battista Piranesi.
Negli anni, è stata utilizzata in vari modi, fino a diventare addirittura un parcheggio per roulotte.
Oggi fortunatamente è sgombra, quasi spoglia, e quindi potrebbe passare inosservata.
Ma sulla destra per chi arriva da Santa Sabina c’è un enorme portone chiuso.
Se vi avvicinate e guardate dal buco della serratura potrete vedere la stupenda immagine del Cupolone che emerge da un giardino fiorito.
PORTA SETTIMIANA: All’interno di Trastevere, se lasciate perdere le guide e vi fate trasportare dal flusso disordinato delle strade,
vi troverete prima o poi davanti a questa piccola porta che vi apre infinite strade: via della Lungara,
che vi conduce al Vaticano, via Garibaldi che vi fa salire fino al Gianicolo,
via della Scala che vi porta a Santa Maria in Trastevere. Ma la Porta stessa è da vedere,
soprattutto se siete appassionati dei film di Carlo Verdone. È infatti qui che è stata girata la celeberrima scena iniziale di ‘Un sacco bello’,
quella, per intenderci, dell’olio caduto sulla strada.
LA FONTANA DELLE TARTARUGHE: D’accordo, è immortalata in molte cartoline, ma si trova in un incrocio di vie che può sfuggire, e spesso la si perde. È al centro di piazza Mattei, nell’antico Ghetto, di fronte all’omonimo palazzo.
La leggenda vuole che il principe Mattei, vistosi rifiutare la mano di una gentildonna a causa di presunti problemi economici,
abbia invitato a cena il padre della ragazza, e abbia fatto costruire la fontana in poche ore,
proprio mentre l’uomo stava mangiando. Dopo cena, il padrone di casa aprì una finestra e mostrò all’ospite di cosa era capace un Mattei.
Subito dopo fece murare la finestra, affinché nessun altro potesse vedere la fontana come l’aveva vista il suo futuro suocero.
Un’altra curiosità: in origine i fauni avrebbero dovuto sostenere dei delfini che però (probabilmente per motivi economici)
vennero sostituiti dalle ben note tartarughe, che infatti non sono della misura esatta.
PALAZZO DELLA SAPIENZA: Oggi all’Università ci vanno centinaia di migliaia di studenti, e a Roma ci sono diverse città universitarie. Ma quando la laurea era un diritto di pochi, l’Università romana era tutta qui,
a due passi da Piazza Navona e dal Senato, in questo palazzetto che oggi ospita l’archivio di Stato.
Alcune ex-aule si possono visitare, così come la cappella.
E da una sensazione strana percorrere le scale incavate dal passaggio di studenti così diversi da quelli odierni…
PIAZZA VITTORIO EMANUELE II: Oggi che è una specie di bazar multietnico non è una meta turistica, ma vale la pena avventurarsi al centro della piazza,
fra venditori di merce tarocca e pusher, per osservare quello che, negli anni, è diventato curiosamente una specie di deposito di opere d’arte.
Al centro dei giardini campeggiano infatti i ‘Trofei di Mario’, che nell’antichità addobbavano la balconata del Campidoglio.
Poco lontano, una fontana decisamente kitsch, che i romani hanno sarcasticamente battezzato ‘Frittura Mista’.
Questa opera per qualche anno è stata al centro della Fontana di Piazza Esedra, prima che venisse sostituita dalle Naiadi e dal Fauno opera di Mario Rutelli, antenato di Francesco.
Infine, ad una delle entrate dei giardinetti, è stata montata la cosiddetta ‘porta magica’, in origine ingresso della villa Palombara sulle cui rovine è stata costruita la piazza.
Si narra che il duca Massimiliano Palombara, esperto di esoterismo e provetto alchimista, fosse entrato in possesso della formula per fabbricare l’oro ma, non essendoci riuscito, abbia deciso di inciderla sulla porta perché non andasse perduta.
Oltre a questa formula, la porta è decorata anche da una stella a sei punte e da numerose iscrizioni cabalistiche,
rese ancora più misteriose dalla presenza di due statue gemelle del dio egizio Bes, trovate negli scavi archeologici sul Quirinale.
BASILICA DI SAN PAOLO FUORI LE MURA: Nonostante la grandezza (solo San Pietro la supera) è la più misconosciuta delle quattro Basiliche Maggiori,
forse per la posizione decentrata. In realtà, quella che vediamo oggi è solo una copia della stupenda basilica originale, andata quasi completamente distrutta in un terribile incendio, rimasto avvolto nel mistero, il 26 luglio del 1823. La ricostruzione, durata quasi dieci anni, è stata però fedele all’originale, ed è perciò interessante vedere la reinterpretazione ottocentesca degli stili medioevali e rinascimentali.
I cornicioni che sovrastano le colonne ospitano i ritratti di tutti i papi da Pietro ad oggi.
Da visitare la teca delle reliquie e la biblioteca, oltre alla passeggiata archeologica.
SAN NICOLA IN CARCERE: Incastonata tra gli uffici comunali e la discesa verso la Bocca della Verità, è una delle chiese più antiche di Roma,
costruita sui resti di un antico tempio, le cui rovine sono tuttora visibili, soprattutto scendendo nei suggestivi sotterranei.
CASINA DELLE CIVETTE: Uno dei pochi edifici restaurati all’interno di Villa Torlonia, già residenza di Mussolini,
per il resto pericolante e lasciata all’abbandono e all’incuria. È una deliziosa palazzina in stile liberty che sembra fatta con i mattoncini Lego, colorata e suggestiva.
Sempre all’interno di Villa Torlonia, da segnalare il Palazzetto dei Principi, da poco restaurato.
STATUA DI MARCO AURELIO IN CAMPIDOGLIO:
La statua equestre dell'imperatore Marco Aurelio, che
attualmente è ospitata nei locali dei Musei Capitolini
(quella che campeggia sulla piazza è una copia,
peraltro di pregevole fattura) venne ritrovata nel
Medioevo nella zona del Laterano, e in un primo tempo
si pensò che raffigurasse l'imperatore Costantino,
credenza che venne sfatata solo nel XVI secolo.
Fin da subito venne collocata al centro della piazza
del Campidoglio, e il Papa conferiva a dei nobili il
titolo onorifico di 'guardiano' della statua, titolo
che rimase in vigore fin quando, con la sistemazione
michelangiolesca della piazza, la statua non venne
sistemata sul piedistallo tuttora esistente, e quindi
al riparo dai vandali.
Il cavallo ha una zampa alzata, in un modo tale da far
supporre che in origine il blocco monumentale
comprendesse anche una terza figura, probabilmente un
barbaro vinto sotto il cavallo.
Tra le due orecchie, sulla criniera, il cavallo
presenta anche una civetta, sul cui significato ci si
è interrogati a lungo.
Secondo alcune leggende, quello raffigurato non
sarebbe l'imperatore ma un pastore, o un villico, che
ebbe la ventura di trovare il re dei Parti, una
popolazione barbara, intento a riposare sotto un
albero, ascoltando il canto della civetta. Il villico,
senza pensarci due volte, uccise il re nemico
provocando la disfatta dei barbari e diventando un
eroe.
Un'altra leggenda vuole che la civetta sia lì pronta
per annunciare la fine del mondo. Quel giorno, la
statua tornerà ad essere d'oro, come era in origine,e
la civetta comincerà a cantare.
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