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Centro storico di Firenze

Siamo nel piazzale degli Uffizi, vero centro culturale ed artistico di Firenze e punto di riferimento per milioni di persone nel mondo.
Un luogo talmente pieno di passato e di storia che è praticamente impossibile soffermarcisi senza essere travolti da mille sensazioni... tra le quali l'idea di essere così piccoli al cospetto di chi, con la propria arte, è riuscito a cambiare il mondo.

Lungo il porticato che corre per i tre quarti della Galleria, aprendosi solo verso Piazza della Signoria, sono dislocate diverse nicchie che ospitano le statue rappresentative dei più illustri personaggi che nascendo o passando da Firenze hanno contribuito a renderla immortale.

Conosciamone alcuni:

Lorenzo il Magnifico: 1449 - 1492 (la fine di un'era e l'inizio del nuovo mondo).
Figlio di Piero di Cosimo il Vecchio e di Lucrezia Tornabuoni. Scampato alla congiura de' Pazzi in cui rimase ucciso il fratello Giuliano, affronta la guerra mossagli da Sisto IV e Ferdinando I di Napoli per vendicare l'impiccagione di Francesco Salviati arcivescovo di Pisa ritenuto uno dei mandanti del complotto.
Lorenzo tramite un accordo riuscì ad evitare il peggio.
Il Machiavelli lo descrive come un uomo capace di tutto e del suo contrario, espri,mendo con questo una grande abilità di mediatore e comunicatore.
Grande mecenate, unico, immenso; si circonda dei migliori artisti del suo tempo. Tra le sue opere di poeta l'indimenticabile...
"Quant'è bella giovinezza che si fugge tutta via, chi vuol esser lieto sia, del diman non v'é certezza"



Giotto: 1266 - 1337
Scoperto da Cimabue, si narra, mentre al pascolo del gregge paterno realizzava il dipinto di un agnello su una pietra.
Sue le opere, nella Basilica Superiore di Assisi, dedicate a San Francesco.
Chiamato a Roma nel 1300 realizza il mosaico della navicella in san pietro.
Tornato a Firenze dipinge il crocifisso di santa Maria Novella e la Madonna che si trova agli Uffizi.
Successivamente si reca a Padova per operare all'interno della cappella degli Scrovegni. Opera che esaspera la bravura di Giotto regalandogli istinti passionali e drammatici con forte rappresentazione dei più intensi stati d'animo.
Opera poi a Napoli, Milano, Rimini, Firenze... è costretto a circondarsi di discepoli.
Capomastro di santa Maria del fiore realizza il progetto del favoloso campanile (1334).


Leonardo da Vinci: 1452 - 1519
Pittore, scultore, architetto, scienziato e scrittore
Il massimo genio della storia dell'umanità... qualsiasi grande opera attuale è raffrontabile a suoi studi o disegni.
Figlio di ser Piero notaio, segue il padre a Firenze nel 1469 mentre saliva al potere Lorenzo de' Medici.
Fu allievo del Verrocchio con Botticelli e Perugino.
La sua vita artistica è un susseguirsi di commissioni, la sua innata bravura e duttilità di ingegno gli consente di accettare la realizzazione di dipinti, infrastrutture, testi teatrali, scenografie, apparecchiature meccaniche ad acqua, aria, vento... diventa talmente indispensabile e ricercato che possiamo risalire a suoi interventi in vaste zone dell'Italia centro settentrionale.
Non solo opere cittadine ma anche bonifiche di ampie zone con il completo rifacimento della idrografia!
Inventore di soluzioni semplici ma estremamente vantaggiose quali montacarichi, gru, ponti smontabili, impalcature rapide e prive di basamenti, apparecchi a motore... molte armi.
Al tempo stesso dotato di estrema delicatezza e senso artistico, riprova ne è la Gioconda, ancora oggi fonte di studi, di discussioni, di estrema stima e stupore.
L'affresco dell'ultima cena è un'opera talmente grandiosa da essere delicatissima... in Leonardo è incessante questo contrasto tra la forza e l'abvanguardia delle idee con l'assetto retrogrado dei materiali e dei mezzi del tempo; tutto questo si esplica in numerose opere incompiute anche se perfettamente approntate proprio per carenza di mezzi.
Ha fatto così tanto che pare impossibile sia riuscito a fare tutto... basti solo il pensare che ha fatto anche testamento ed è morto tre giorni dopo... la sapeva troppo lunga!


Michelangelo Buonarroti: 1475 - 1546
Scultore, architetto, pittore e poeta.
Inizia da piccolo nella bottega del Ghirlandaio. Diventerà uno dei migliori amici ed artisti alla corte del Magnifico e di Piero de' Medici.
Si reca a Venezia, Bologna e nel 1496 a Roma chiamato dal Cardinale Riario per scolpire la Pietà; eccelso gruppo marmoreo sviluppato come una fiamma ardente piramidale eppure leggiadra, con una madonna giovanissima al cospetto di un Gesù morente e delicatissimo. (dal 1496 subisce un atto vandalico solo nel 1972... ci sarebbe di che meditare!).
Scolpisce il david tra il 1501 ed il 1504.
Gli furono commissionate 12 statue di santi nel Duomo di Firenze ma scolpì solo il San Matteo per poi occuparsi, come Leonardo, di un affresco nella sala dei 500 di Palazzo Vecchio così prepara il cartone della battaglia di Cascina.
Nel 1508 la forte volontà del Pontefice Giulio II lo spinge nella più estasiante e tormentata impresa... affrescare la Sistina.
Il giudizio finale verrà dipinto trenta anni dopo dallo stesso Michelangelo a compimento di tutta la storia dell'umanità partita con la creazione al centro dell'affresco.
Morto il Sangallo diventa Architetto di San Pietro e progetta il cupolone oggi simbolo di roma nel mondo.
Per Firenze realizza le Cappelle Medicee e scolpisce la Pietà del Duomo per poi trasferirsi definitivamente a Roma.


Dante Alighieri: 1265 - 1321
Da padre Alighiero e madre Bella (della quale resta un ricordo nell' VIII canto dell'Inferno).
Apprende fin da giovinetto l'arte retorica.
La sua Beatrice (Beatrice di Folco Portinari, sposa di Simone de' Bardi e morta nel 1290) viene raffigurata come la creatura eterea e perfetta in pieno stile stilnovista.
Sposa Gemma di Manetto Donati ed avrà tre figli; Jacopo, Piero e Antonia
(che diventerà Suor Beatrice in un convento ravennate).
Nel 1289 combatte a Campaldino contro gli aretini, nel 1291 contro i pisani. Lui, guelfo, cerca nella politica fiorentina di non entrare nella scissione tra guelfi Bianchi (famiglia Cerchi) e Neri (famiglia Donati). Coltivando enormi ideali di libertà civica si oppone però all'ingerenza teocratica su Firenze e quando Carlo di Valois, ambasciatore di Bonifacio VIII entra a Firenze lasciando la città in mano ai Donati, tra le vendette politiche si attua anche il confino di Dante più una salata multa.
Il rifiuto della multa lo condanna in contumacia al rogo qualora si fosse avvicinato al Comune.
Vaga tra il casentino, Verona e Ravenna con la speranza di poter tornare un giorno in patria ma subisce invece altre condanne e non rientra in nessuna delle amnistie eseguite... scrive la Divina Commedia a Ravenna dove morirà per un malore improvviso.

Francesco Petrarca: 1304 - 1374
Figlio di ser Petracco e di Eletta Canigiani, studia legge a Montpelier e Bologna.
L'incontro con Laura avvenuto il 6 aprile del 1327 nella chiesa di santa Chiara ad Avignone costituisce l'elemento centrale della sua vita.
La poesia è passionale e terrena non eterea e gentile, quasi se ne pente il poeta di questa sua eccessiva freschezza. Avrà due figli, Giovanni e Francesca ma questo non impedirà lui di viaggiare in continuazione per la penisola e all'estero.
Nel 1350 incontra a Firenze il Boccaccio con il quale stringe una grande amicizia.
Si trasferirà poi a Venezia, Pavia, Padova e morirà ad Arquà sui colli Euganei.







Giovanni Boccaccio: 1313 - 1375
Scrittore e poeta.
Da padre Boccaccino mercante e banchiere di Certaldo e madre Jeannette appartenente alla buona borghesia parigina.
Fondamentalmente autodidatta fonda il suo bagaglio su conoscenze intraprese alla corte Angioina.
Il 3 aprile del 1333 nella chiesa di San lorenzo incontra e si innamora di Maria D'Aquino, che chiamerà Fiammetta.
Una storia tormentata dalla gelosia di lui e dalla poca fedeltà di lei (da dubitare).
Nel 1340 viene richiamato a Firenze dal padre caduto in disgrazia finanziaria.
Da Firenze andrà a Ravenna, Napoli... poi ancora Firenze dove, alla morte del padre, oltre a curare la tutela del fratello riceve incarichi di ambasciatore presso la figlia di Dante e il Petrarca per recare riconoscimenti e restituire beni confiscati dalla Signoria cittadina.
Nel 1373 ottiene il permesso di poter iniziare a Certaldo alcune conferenze sulla Divina Commedia dichiarandosi apertamente estimatore di Dante.
Ansioso e costantemente preoccupato per la morte riceveva spesso predizioni da astrologi che si faceva consigliare di non ascoltare. Alla morte del Petrarca, grande amico, riceve una scossa talmente forte che oltre a non muoversi più da Certaldo vi morirà l'anno successivo.
I ragazzi del Decamerone? Panfilo, Filostrato e Dioneo, Pampinea, filomena, Elisa, Neifile, Emilia... Lauretta e Fiammetta (ovviamente).


Galileo Galilei: 1564 -1642
Scienziato e matematico.
Fin da giovane grande ricercatore ed inventore, famoso l'esperimento di gravità dal campanile di Pisa. Diventa professore a Padova dove nel 1609 inventa il telescopio o cannocchiale, strumento prodigioso che gli consente di raggiungere traguardi inimmaginabili ed effettuare scoperte con teorie rivoluzionarie.
Teorie che, pur sostenute rispettosamente dal Pontefice Urbano VIII, portano all'abiura e quindi al carcere per poi tramutarsi in confino ad Arcetri. Confino doloroso poiché tormentato dalle persecuzioni e dalla sopraggiunta cecità.
Nel 1575, dopo due secoli, la Chiesa riconoscerà le teorie di Copernico cancellando le opere dello scienziato.
Si deve a Galileo l'invenzione, la scoperta, l'illuminazione del metodo Sperimentale ovvero un metodo di studio fondato sulla ricerca metodica critica e libera dei dogmi classici.


Benvenuto Cellini: 1500 - 1571
Scultore, orefice, scrittore.
Temperamento litigioso e burbero, nel 1516 viene cacciato da Firenze, ci torna dopo 5 anni per esserne nuovamente allontanato dal 1523 al 1540.
Ripiega a Roma dove lavora per Clemente VII e si distingue nella difesa di Castel Sant'Angelo dal sacco di Roma.
Si reca in Francia ma rientra a Firenze dove riceve commissione da Cosimo per la statua bronzea del Perseo.
La sua Autobiografia è un libro affascinante e ricco di carattere e di passionalità, un capolavoro della letteratura rinascimentale.