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Parco delle Cascine



Oggi, 17 marzo 2005 abbiamo avuto il piacere di partecipare all'iniziativa promossa da Legambiente Firenze "Adotta un albero".
Il fine è stato quello di sensibilizzare le giovani classi all'amore per la natura e al rispetto di quel che, sì, è stato il nostro passato, ma che deve assolutamente caratterizzare anche il nostro futuro.

Storia del parco

Tutto ha inizio nella tenuta, agricola e rivolta alla caccia, di Cascine dell'Isola, acquistata dal Duca Alessandro I de' Medici ed estesa da Cosimo I nel 1537-1574.
Pietro Leopoldo di Lorena per primo apre il Parco al pubblico durante eventi e ricorrenze speciali.
Struttura principale è la Palazzina Reale opera dell'Architetto Giuseppe Manetti nel 1758 (caratteristica la copertura in cotto e i fregi raffiguranti opere agricole).
Nel 1796 Manetti realizza un ingresso monumentale ed insieme la ghiacciaia (una piramide in pietra) la Fonte del Narciso e le Pavoniere (dove ora vi è una piscina).
La Granduchessa della Toscana in epoca napoleonica decreta la funzione pubblica del Parco.
L'Architetto Poggi disegna il piazzale Vittorio Veneto che segna l'accesso al Parco nel 1855; nel 1890 al centro verrà posta la statua equestre di Vittorio Emanuele II, opera dello scultore Emilio Zocchi.
All'estremità opposta del Parco vi è il Monumento all'Indiano, del 1874 a ricordo di Rajaram Chuttraputti, maraja di Kolhapur morto a Firenze e le cui ceneri secondo tradizione sono state disperse alla confluenza di due fiumi... l'Arno e il Mugnone.
A fine anni '30 Raffaello Fagnoni realizza la Scuola di Guerra Aerea, ora sul viale dell'Aeronautica. Ultima opera strutturale importante.


Siamo stati accompagnati nella interessante escursione dal dott. Angelo Cappelletti di Legambiente e dall'esperto botanico Michele sempre di Legambiente.
Presenti alcuni ragazzi di prima media con le rispettive maestre, rappresentanti del Quartiere 2 e del Comune e sul finire è intervenuto l'Assessore all'Ambiente di Firenze Claudio Del Lungo che ha certificato l'adozione di alcuni alberi da parte dei ragazzi presenti.

La prima tappa è stata la vasca dei cigni presente in Piazzale J.F. Kennedy. Oltre agli splendidi esemplari piumati di bianco e notevolmente grassotti, abbiamo ricevuto il saluto di diverse tartarughe acquatiche sonnecchianti al caldo sole primaverile.



Appena addentrati nel bosco ecco comparire i primi segni di inciviltà e di irrispettosità dell'ambiente naturale che è patrimonio primo dell'umanità; un vecchio ceppo di quercia plurisecolare attaccata da un fungo diventa un orribile cestino della spazzatura... curioso e terribile ne è il contenuto:
una bottiglia di vino in vetro, un sacchetto di plastica, due bicchieri di plastica, una scatola di medicinali con dosatore in plastica, un cartoncino tetrapak, una bottiglietta in plastica robusta...



Proseguiamo incontrando un albero che presenta una strana simbiosi "di sicurezza", avvinghiata ai suoi rami c'è una catena di ferro con tanto di lucchetto... altrimenti come la chiudi.



In prossimità della fonte Abbeveratoio delle Boccacce troviamo degli operai all'opera, agiscono sulla sede stradale sterrata e non sul monumento che si presenta recintato e dismesso da troppi mesi oramai... così tanti che le boccacce sono ridotte ad un misero puzzle decadente (e lo abbiamo già testimoniato l'anno scorso su Laportaccanto)



Continuiamo esplorando con estrema curiosità il paesaggio ravvisando situazioni quali l'inclinazione di alcuni alberi, cresciuti probabilmente alla ricerca di fonti di luce che ora difficilmente si spiegano ma che anni fa, in gioventù dei teneri fustelli, erano difficili da raggiungere datosi che il bosco si presentava estremamente fitto a causa di un controllo irregolare e volto alla quantità più che alla qualità (non che la seconda sia privilegiata, altrimenti la Foresta Amazzonica completamente intricata sarebbe negativa, diciamo piuttosto che per gli alberi stessi e per il loro benessere adeguati spazi per radicare e per estendere la chioma sono certamente coadiuvanti per una buona crescita).

Lungo il percorso boscoso che ci guida al lotto di terreno in cui sono presenti i nuovi impianti arborei, abbiamo modo di soffermarci su particolari naturalistici che nulla hanno a che vedere con la città.
Angelo ci invita ad un ferreo silenzio e ad un tratto ci troviamo realmente immersi nella natura, cinguettii, fogliame sollevato in fretta da merli e scoiattoli... sì ci sono e sono svelti e bellissimi gli scoiattoli delle Cascine ma spesso non han bisogno neppure di nascondersi, l'indifferenza di chi non gode della loro presenza li rende ombre nella flora selvatica.
Troviamo uno splendido alloro di 13-15 metri da un profumo fantastico, e poi le prime margherite, fiori gialli e violette... ma perché alle volte siamo così distratti da non guardare a tutto questo?
Incrociamo lungo il sentiero la vecchia sede dei guardiani del Parco e subito alle spalle ecco comparire l'Anfiteatro in restauro... non Anfiteatro storico, molti ci cascano, si tratta semplicemente di una vecchia cava riadattata, data la forma, a luogo di aggregazione; ci si sono tenuti nel tempo diversi concerti rock e iniziative giovanili.
(famoso anche per spettacoli meno divertenti purtroppo ma il fatto che si sia deciso di ristrutturarlo è segno di un importante recupero).



Arriviamo alle nuove piante e si procede all'adozione formale con tanto di attestato rilasciato ai ragazzi, che con un fascetta di stoffa giallo-verde prendono morale possesso dei loro alberi, chi una quercia, chi un cedro, chi un pioppo...

Ringraziamo i ragazzi di Legambiente augurando loro cento, mille di queste iniziative, e dimostrando loro tutta la nostra stima per l'opera di sensibilizzazione che con passione e spesso con ottimi risultati portano avanti per un futuro più naturalistico e sempreverde.




Al termine di questa visita dobbiamo rendere onore all'intervento di ripristino delle alberature ed al controllo delle stesse da parte dell'Ufficio di via dell'Aeronautica però dobbiamo segnalare anche un degrado ambientale e strutturale che andrebbe maggiormente salvaguardato.
Recintare e fare sfoggio di transenne non basta!
Questo deve accadere per casi eccezionali, la regola è quella di una manutenzione costante...
Sono importanti gli alberi ma anche il luogo in sé ha caratteristiche irripetibili.


Grotta del Frate----Fonte di Narciso----Elementi di decoro