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Perché si è parlato di un Mostro?


La storia non è lunghissima, si può riassumere in brevi passaggi:

2000 Alcune imprese di progettazione promuovono l'idea della costruzione di un parcheggio sotterraneo nell'area del Largo caduti dei Lager, prospicente la Fortezza di San Giovanni poi denominata "da Basso"
(per distinguerla dal Forte di Belvedere che domina la piana) opera realizzata nel 1500 da Antonio da Sangallo.



Antonio Cordini (detto "da Sangallo") 1484-1546 architetto di Lorenzo il Magnifico ebbe incarico dal Duca Alessandro De' Medici di costruire tra il 1534 e il 1535 questa Fortezza per salvaguardare il potere dalla ribellione del popolo scontento (ricordiamo che quasi tutti i castelli o le fortificazioni o i semplici palazzi arrivano e permangono a noi proprio in virtù di poteri assoluti che ne hanno richiesto la costruzione).
Diciamo che è stata un'opera unica nel suo tempo ed ha fatto scuola in tutta Europa, si faceva a gara nel 1600 per contendersi un architetto italiano affinché progettasse nuove strutture fortificate, è modello per le future costruzioni in Spagna, Francia, Inghilterra, Germania...
Insomma, forse un po' di rispetto storico se lo è meritato.

Torniamo a noi, dicevamo dei privati che promuovono infrastrutture pubbliche; questo rientra nel tanto caro "Project Financing" che avrebbe portato Firenze ai vertici della programmazione economica progettistica per opere di pubblica utilità finanziate da cordate di privati e gestite da società di servizi (una tra tutte la "Firenze Parcheggi").
Il primo progetto nel 2002 prevedeva 3 piani interrati; 1200 mq espositivi dedicati al commerciale, 880 posti auto di cui 600 a rotazione (in gergo di bilancio amministrativo significa che la sosta prolungata ha costi esponenziali di parcheggio) e 280 in vendita.
Nel 2003 dopo tutte le dovute verifiche ed approvazioni del caso si è scoperto che sotto al terreno interessato vi era una falda acquifera (ma testi di architettura riportano questa situazione come sintomatica di Firenze già da tempo).
Si è così cambiato il progetto prevedendo 2 piani interrati; 500 mq commerciali, ribassamento dei soffitti, distanziamento dei locali fuori terra dalle mura cinquecentesche, 560 posti auto di cui nessuno in vendita.
Il cambiamento non ha però soddisfatto ancora gli addetti ai lavori e quei pochi (!!!) cittadini impegnati nella salvaguardia del proprio bene artistico.
Va ricordato che i primi a muoversi, insieme al quotidiano "La Nazione" sono stati i rappresentanti dei Comitati Cittadini con manifestazioni di sensibilizzazione e di protesta, striscioni davanti alla Fortezza e slogan che si proponevano di insinuare nei corridoi dell'Amministrazione qualche possibile errore di valutazione o semplicemente dubbi riguardo ad un possibile ripensamento sui lavori preventivati.

Da antologia, se non ve la ricordate la riproponiamo noi, la telefonata di un cittadino alla trasmissione "Mi manda RaiTre"...
L'argomento era relativo alle solite magagne tra consumatori e imprenditori; ad un tratto è entrata in studio ed è arrivata a casa di migliaia di italiani la voce di un fiorentino che, scusandosi con Piero Marrazzo per l'intromissione, lanciava un appello a tutti coloro che avrebbero potuto interessarsi, per questioni istituzionali, amministrative o di semplice professionalità, dello "Scempio che si sta compiendo a Firenze davanti alle mura cinquecentesche di Antonio da Sangallo".


. Dopo gli opportuni "ravvedimenti operosi" la struttura, seppur ribassata, superava ancora e comunque la superficie stradale chiudendo lo sguardo alla completezza della cinta muraria.

[Esistono Leggi Statali che hanno previsto e prevedono limiti e modalità per costruire internamente ed a ridosso di beni artistici, storici e culturali:
anno 1939 Leggi 1089 e 1497 e Decreti Legislativi 490 del '99 e 42 del 2004

"D.Lgs 490/99 Sezione III Art. 49. Prescrizioni di tutela indiretta (Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 21)
1. Il Ministero, anche su proposta del soprintendente, ha facoltà di prescrivere le distanze, le misure e le altre norme dirette ad evitare che sia messa in pericolo l’integrità delle cose immobili soggette alle disposizioni di questo Titolo, ne sia danneggiata la prospettiva o la luce o ne siano alterate le condizioni di ambiente e di decoro."]



Si è detto che l'intera distesa di cemento sarebbe stata coperta con un prato all'inglese capace di migliorare addirittura l'estetica della Fortezza.
Si è parlato di una enorme fontana capace di congelarsi in inverno diventando così una pista di pattinaggio stile NY city...
Però restavano a vista solo quei grandi parallelepipedi di cemento e questo non ha aiutato a convincere i più attenti e scrupolosi.
Si sono succeduti interessamenti di personaggi autorevoli, architetti esperti, critici d'arte, ingegneri... incredibilmente (da leggersi in senso di rimprovero verso la cittadinanza fiorentina) il maggior disgusto e la maggior presa di posizione contraria all'opera sono arrivati da personaggi di spicco in Italia ma non certo fiorentini.



Vittorio Sgarbi in un suo sopralluogo dichiarò che davanti a tale situazione si poteva solo fare ricorso ad una demolizione totale dell'apparato cementizio con un ripristino immediato del luogo.
Molti interessati presenti negli uffici pubblici deputati al controllo e alla direzione di tale progetto si sono pian, piano distanziati dai fatti loro ascrivibili;
Parliamo di coloro che hanno messo la propria firma su autorizzazioni, permessi, comunicati di promozione del progetto...

Il danno più grosso è stato che questa situazione ha interessato in modo trasversale la combinazione politica di Palazzo Vecchio ed in tanti si sono ritrovati, probabilmente controvoglia, con le mani legate.
Ricordiamo soprattutto che la vicenda si è svolta nel suo culmine a ridosso del maggio/giugno 2003 in piena campagna elettorale... terreno scottante e foriero purtroppo di interessamenti non sempre spontanei...

Da un articolo di Ennio Macconi de "La Nazione" del 4 gennaio 2005 estrapoliamo quanto segue:
"Firmano per il sì il Sovrintendente Antonio Domenico Valentino ed altri 13 soggetti (dalle Direzioni interessate del Comune, ai Vigili del fuoco, all'Arpat, alla Tav). Ma da quei sì alcuni sembrano voler prendere le distanze..."
Ed infatti ancora oggi leggiamo dichiarazioni di Domenico Valentino, Augusto Lolli Ghetti, Gianni Biagi in cui si fa un passo indietro sul già fatto.
Dallo stesso giornale che oggi ha dedicato un paginone alla vicenda sottolineiamo l'interessante articolo della bravissima Paola Fichera che intervista Domenico Taddei, Presidente del Consiglio Scientifico dell'Istituto italiano dei castelli e docente di architettura all'Università di Pisa.
Anche Taddei, impressionato dal "rumoroso silenzio" attorno alla voicenda aveva preso carta e penna ed aveva scritto alle alte cariche dello Stato per richiedere un interessamento diretto.

Il Sindaco Domenici comunque, proprio oggi (03/01/05), anche alla luce dell'ultimo sopralluogo avvenuto la settimana scorsa, fa sapere ai cittadini che venerdì 7 gennaio firmerà un'Ordinanza ad hoc in grado di congelare i lavori per un periodo di più attenta riflessione e di studio sul da farsi.

Auspichiamo che questa pausa possa portare a conclusioni intelligenti e valide soprattutto per Firenze.

Quando l'argomento è di "peso" non potevano che esserci risposte all'iniziativa del Sindaco... oggi (04/01/05) apprendiamo che i diretti investitori del progetto, in primis la Camera di Commercio, gridano alla bufala, sostenendo che tutto il clamore espresso per la vicenda non ha ragion d'essere, i lavori dovrebbero continuare e finire al più presto così da consegnare a Firenze un punto congressuale e logistico altamente futuristico e migliorativo del patrimonio infrastrutturale.
La politica ovviamente si divide, ma mentre la Destra insorge con forza (dimenticando o accantonando per un attimo l'idea che tra le proprie fila ci sia proprio quell'ex Sovrintendente Valentino firmatario dell'autorizzazione) richiedendo una grande presa di posizione che sfoci nella ragionevole risistemazione della piazza, la Sinistra fa come direbbe il dott. Di Pietro del sano "cerchiobottismo" appoggiando la volontà della Giunta per i lavori effettuati, l'intenzione del Sindaco di sospendere i lavori, ma criticando gli errori e auspicando l'individuazione dei responsabili... (come se fossero da cercarsi chissà dove...).
Davanti agli enormi pannelli blu per mesi deputati a "coprire lo svolgimento dei lavori", più sano e responsabile l'intervento del Consigliere Paolo Amato che chiede di portare la discussione in piazza in modo da coinvolgere anche i cittadini con i loro Comitati, per una politica partecipativa tanto sventolata ma poco praticata.

Apprendiamo tra l'altro (05/01/05) dalla brillante penna della giornalista Paola Fichera de "La Nazione" che la Sovrintendenza pur sostenendo la tesi della demolizione del manufatto, pur avendone i mezzi legali, era scesa a compromessi con il Comune dal quale aveva recepito passivamente anche alcuni "paletti concettuali" oltre i quali nessuna proposta sarebbe stata accolta...
Non entriamo nel merito amministrativo e legale di una tale situazione però ci permettiamo di dire che forse occorrerebbe rivedere i metodi operativi di questa Soprintendenza che, lo dice il nome "Soprintendenza", dovrebbe avere una posizione di superiorità e di potere attuativo in certi casi.

Il 6 gennaio il Comune inizia a parlare della possibilità di affidare l'ultima decisione a 3 saggi... il 6 gennaio... tre saggi... Ragazzi ma questi parlano dei Re Magi!!!...

Il portavoce della categoria degli industriali fiorentini, Assindustria ha sede accanto alla Fortezza in Via Valfonda... anche la logica topografica ha un suo senso... si lancia contro il blocco dei lavori e sul TG3 Regionale se ne esce con questa battuta... "Stai a vedere che ora basta l'inchiesta di un giornale (La Nazione) e il parere dei cittadini (Comitati e non) per bloccare un progetto come questo!"...

Qui si fa veramente uno sforzo per restare obbiettivi perché certe parole sarebbero assurde pronunciate da chiunque...
Stai a vedere se ora i cittadini possono decidere della loro città!...
Ma non ce la prendiamo con lui che, poverino, ci ha messo i soldi e prega che tutto proceda per il meglio, limitiamoci a dire che allora è proprio vero che i fiorentini hanno abituato male, anzi, malissimo i "grandi" di Firenze.

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Facciamo un attimo una piccola considerazione logico progettistica e diamo merito laddove l'intervento pare esser non solo riuscito, ma anche aver colto un buon significato artistico;
Parliamo del sottopassaggio creato davanti all'ingresso della Fortezza che da su via Valfonda.

Una bella piazza che illumina la facciata della Fortezza...





Fatta eccezione per quell' orrendo, ridicolo, inqualificabile prefabbricato rosso che per mesi è rimasto abbandonato e ricoperto di sudicio!!



Auspichiamo ora di potervi visitare mostre di un certo livello ed a prezzi soprattutto contenuti...

Ma una cosa da dire ci sarebbe sui lavori di questa piazza e nel cantiere aperto;
Cosa che è stata messa da noi in evidenza al momento opportuno, ovvero quando il cantiere si presentava totalmente aperto al pubblico che per arrivare alla Festa dell'Unità attraversava con passeggini al seguito: spranghe, buche, lastre di cemento, puntelli in ferro, dislivelli non segnalati né protetti ecc.
Non ce ne prendiamo il merito però... dopo la nostra segnalazione su "La Nazione" si è provveduto subito a chiudere l'accesso al cantiere ancora aperto apponendo tutti i cartelli del caso.



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Intanto il Coordinatore regionale di Forza Italia, Verdini, presenta un nutrito Dossier "Fortezza da Basso" al ministro Urbani indicando il dito contro il Sindaco.

Alla domanda dei giornalisti... "Ed il vostro Domenico Valentino ex Soprintendente e candidato da voi a Sindaco di Firenze?"
"Con Valentino ci siam dati la zappa sui piedi..."
Fatto sta che... magari se la fossero data solo sui piedi quella zappa... purtroppo ci hanno scavato tutto un parcheggio!!.
La Margherita primo partito al Comune minimizza evidenziando nel comportamento del Sindaco, con l'Ordinanza che blocca i lavori, la volontà e la maturità di prendere consapevolezza dei fatti e studiare nuove soluzioni.
Indubbiamente belle parole di circostanza... e che volevi dire?...
Tutti bravi a fare, tutti bravi a fermare, saran tutti bravi anche a disfare?.

Sforziamoci nel fare appello alla fiducia nelle Istituzioni e stiamo a vedere cosa accadrà, per ora pare che tutti stiano, a loro modo, riflettendo sul da farsi... Re Magi compresi.

17 gennaio 2005, il ridicolo era già stato rasentato e quindi non possiamo esprimerci ulteriormente; diciamo però, per puro dovere di cronaca, che la vicenda non poteva restare senza stralci politici...
Oggi Domenico Valentino, ex candidato Sindaco per il CentroDestra, si è seduto tra i banchi della maggioranza, il cambiamento è dovuto, si presume, alle opinioni espresse in merito al tremendo errore di valutazione commesso nella scelta del candidato Sindaco da parte della CDL.
(Valentino, ex Sovrintendente, diede l'Ok ai lavori della Fortezza senza batter ciglio, salvo poi tornare ultimamente sui propri passi).
Tralasciamo la questione morale di chi riceve voti a destra e poi passa a sinistra (Verdi) quale rappresentante... di chi?
Visto che non si può giudicare per, è il caso di dirlo... per partito preso; lasciamo tempo per le riflessioni ed auguriamo buona fortuna al Dott. Valentino, che possa dar dimostrazione della propria intelligenza e del proprio interesse per Firenze.


Intanto è partita la ricerca delle firme che occorreranno per la consultazione popolare; saranno i fiorentini a dover decidere delle sorti della Fortezza da Basso con un mini-referendum ad hoc.
Potremmo dire che gli amministratori vengono scelti proprio perché si occupino loro stessi di prendere le decisioni che riguardano tutti i cittadini... sono rappresentanti, hanno un mandato e devono rispondere ai cittadini attraverso le elezioni.
I referendum dovrebbero essere utilizzati per esprimere pareri e proposte che partano dal popolo e non dovrebbero essere un mero modo di lavarsi le mani e la coscienza.
Per coloro che non fossero totalmente d'accordo, e ben vengano, c'è bisogno di dialogo... ci teniamo a porre un semplice quesito:
- Come mai non vi è stato un referendum sull'introduzione delle Porte Telematiche e l'elevazione delle numerose e care sanzioni?
- Come mai non un referendum sui tanti nuovi parcheggi a pagamento dove la seconda ora costa il doppio o il triplo della precedente?
- Come mai non un referendum sul recupero di aree pubbliche dove vengono costruiti solo centri commerciali, alberghi e parcheggi?
- Come mai non un referendum sui blocchi del traffico?...
Come?... Perché non è possibile fare un referendum per ogni cosa, ci dite...
Avete ragione, è proprio vero... occorrerebbe piuttosto che gli amministratori conoscessero meglio le volontà dei propri rappresentati.


Fine Febbraio 2005

Come sappiamo tutto infine è stato passato ad un pool di esperti che da Roma si è dovuto esprimere e la risposta è stata di eliminare completamente quanto previsto fuori terra... eliminare quella parte di progetto fin da subito oggetto di critiche ma che aveva ricevuto l'Ok di tutte le Istituzioni interessate.
Una spesa di ripristino che si aggirerà sui 5 milioni di euro.
L'Amministrazione si è chiesta dove potrebbe trovare tutti questi soldi... una triste idea al riguardo può nascere spontanea.
I cittadini pagheranno indirettamente il ripristino dell'arte maltrattata... sarebbe stato meglio lasciar correre?... Non rispondiamo neppure.
La risposta è "NO", certe radici e convinzioni storico-artistiche, come anche l'attaccamento al proprio territorio non possono scendere a compromessi oppure esser indirizzate da motivazioni economiche.
Ci sentiamo di ringraziare "La Nazione" di Firenze quotidiano che ha sollevato e portato avanti il caso unitamente alle iniziative del raggruppamento dei Comitati Cittadini. Questi fin da subito hanno creduto in se stessi e nella possibilità di reagire e riuscire nell'instaurare una pubblica opinione ed opinabilità rispetto a quanto stava avvenendo; i cittadini svegliati dal plumbeo torpore quotidiano hanno partecipato esternando le proprie preoccupazioni.
Quanto fatto in questa occasione non è stato un mero dito puntato contro i colpevoli, soprattutto si è riusciti in un'opera di coinvolgimento partecipativo che tanto farebbe bene a qualsiasi gruppo sociale!.
E' sicuramente una lezione che sancisce quanto la voce dei cittadini dovrebbe esser maggiormente ascoltata.
Diciamo meglio con una frase ad effetto...
Una città dovrebbe essere la voce unanime e sinceramente sentita dei propri cittadini!
Buon proposito per il futuro.