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Tra le fonti interpellate una ci ha particolarmente stupiti... l'Unesco, o meglio, la Commissione Nazionale per l'Unesco con sede a Roma ci ha fatto sapere di avere avuto una succursale su Firenze e di avere con essa già toccato alcuni punti nevralgici che sono il cuore e la linfa vitale di una città d'arte. Nello specifico: era il 19 giugno del 2000 ed il Comune di Firenze con l'Università degli Studi e la Commissione dell'Unesco sottoscrivevano quella che verrà presentata come la "Carta di Firenze". La Carta viene proposta per la sottoscrizione ad opera di una Fondazione creata dallo stesso Comune di Firenze, la Fondazione "Città di ieri per l'uomo di domani", istituzione che ha avuto un organico a forma elettiva ed una sede fino al 2004. Siamo rimasti stupiti nell'aver trovato ben 4 anni fa quanto in realtà stavamo apprestanndoci a presentare dopo aver lavorato per 2 mesi all'interno di una Partecipazione pubblica promossa dal Comune di Firenze e volta alla tutela ed allo studio socio-storico di un particolare Rione che chiamare del centro storico è poco datosi che è propriamente il centro storico. Per poter dare modo anche ad altri di operare un confronto critico e costruttivo ci siamo permessi, a nostre spese, di fornire agli intervenuti all'assemblea pubblica, Assessori compresi, il testo di questa Carta che andiamo qui a riproporre nei suoi articoli più salienti: Art.2 La città d’arte si definisce come un complesso di beni di alto valore storico, monumentale e culturale e come comunità che ha espresso e continua a esprimere valori fondamentali per l’umanità. La città d’arte cumula una creatività collettiva plurisecolare che è patrimonio inalienabile dell’uomo contemporaneo. Le autorità territoriali che definiscono la politica urbana debbono coniugare la bellezza monumentale diffusa con una funzione economica specifica e con uno stile di vita a misura d’uomo. Art. 5 La valorizzazione della città d’arte come motore per una politica di sviluppo locale. Il recupero, la conservazione e la valorizzazione dei beni artistici, storici, monumentali e paesaggistici reclamano un impegno morale, politico e finanziario di assoluta priorità. E’ necessario incentivare gli investimenti sia pubblici sia privati con politiche economiche disegnate ad hoc per le città d’arte e finalizzate all’espansione dell’occupazione ed alla opportuna diversificazione delle attività produttive. Chi governa la città d’arte ha la responsabilità di promuovere un utilizzo fruttuoso del patrimonio artistico che va gestito anche come risorsa economica sui generis Art. 7 La città d’arte è anche una città con le sue funzioni di base ed in particolare deve assolvere in via primaria alla funzione residenziale. La vocazione abitativa della città d’arte ed in particolare del suo nucleo storico - monumentale va protetta ed incoraggiata in stretta complementarità con le altre funzioni, incluse le attività produttive, le attività commerciali e l’artigianato. La prospettiva di un centro storico della città d’arte che sviluppi esclusivamente attività di carattere economico - turistico porterebbe ad un impoverimento strutturale di questo tipo di città, snaturandola e trasformandola in un contenitore dalla vitalità ridotta. Le amministrazioni debbono approntare le procedure urbanistiche ordinarie e straordinarie idonee all’assolvimento delle funzioni economiche e sociali primarie, agevolando in particolare il ricambio generazionale delle residenze, nonché la mobilità degli abitanti. Art. 9 Il turismo, è un’espressione della moderna civiltà della comunicazione su scala internazionale e rappresenta una risorsa strutturale per lo sviluppo economico equilibrato e consolidato della città d’arte. Le forze politiche, culturali ed economiche che governano la città d’arte, oltre a potenziare razionalmente l’offerta turistica, destinano di concerto una quota parte rilevante delle proprie risorse al miglioramento della qualità dell’ospitalità definendo un modello turistico specifico che integri qualità e quantità dei servizi offerti. Diventa assolutamente prioritaria una politica turistica per la città d’arte che programmi e realizzi soluzioni atte a fruire il bene città in una prospettiva culturale mirata sia all’educazione del turista sia alla massima valorizzazione dei beni culturali costitutivi del patrimonio urbano. Come al solito la polemica non aiuta nessuno e spesso può essere evitata da sane e serie riflessioni, in questo caso poi si parla di arte e di città storiche dove qualsiasi discorso che non sia volto a migliorare lo stato dei luoghi e delle cose è da ritenersi superfluo; in questo caso poniamoci dunque davanti ad una riflessione e pur valutando l'ottimo carattere di una iniziativa lodevole come questa "Carta delle città d'arte d'Europa" chiediamoci se non sia, forse, stata un po' trascurata dagli interessati. Per ulteriori informazioni: www.comune.fi.it www.unesco.it ![]() |