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13 maggio 2006 - Torino - ![]() Stamani ci troviamo a Torino per assistere al giuramento nella gloriosa Arma dei Carabinieri da parte della nostra Virginia, una carissima amica de LaportAccanto. Assistere a certi avvenimenti suscita sempre una commozione indescrivibile poiché è l'impegno che tanti giovani prendono con se stessi e con la Patria sulle basi forti di speranza, di morale e di credo sociale tramandateci dai nostri nonni e da coloro che li hanno preceduti sui campi di battaglia, nelle difficoltà civili, nelle nostre città e per le strade tutte della nostra Italia. ![]() La fiducia, la speranza, la volontà di crescere da parte di questi ragazzi è vivida forza per le generazioni future perché adesso, qui, in questo istante si tratta di offrire un servizio al proprio Paese... qui ed ora si tratta di offrirsi per il bene di tutti i cittadini che riconoscono nella Costituzione Italiana il fondamento della società civile, della tolleranza per il bene comune e della pace fraterna tra esseri umani. Assistere a questo come ai tanti giuramenti prestati dai giovani che entrano nelle Forze Armate significa riconoscere in questi giovani la volontà di appartenere a se stessi secondo i propri principi e le proprie azioni ed appartenere ai cittadini tutti che avessero necessità e bisogno della loro presenza in qualsiasi occasione ed in ogni situazione di pericolo o di vivere sociale. Grazie a questi ragazzi. Grazie ai reduci ed agli ex appartenenti alle Forze Armate italiane che hanno dato al paese vanto e gloria per la bandiera, per il significato di "Italia" nel mondo intero.
In momenti come questo vorremmo scindere tutti i pensieri ed analizzarli e porci domande esistenziali e chiederci il perché... il perché di certe scelte, di certe decisioni... il perché all'interno di uno stesso gruppo di fratelli avvengano situazioni atte a destabilizzare la pace comune. Non possiamo reprimere questi sentimenti e non possiamo esimerci dal commuoverci ulteriormente pensando a ciò che avviene quotidianamente, a ciò che proviene dalle umane intenzioni e a come questo riesca a mettere in pericolo la vita di questi che oggi vediamo poco più che ragazzi. Ed allora ci sentiamo parte integrante di questi ragazzi e li esortiamo a crescere ed a formarsi su principi forti di rettitudine morale e civile, consci che l'inciampo possa essere dietro l'angolo o nascondersi tra mille insidie ma forti nel proprio rigore e nella fede di poter contribuire a migliorare il nostro Paese, perché tra loro, non dimentichiamolo, ci sono anche i generali di domani. Crediamo, ne siamo più che convinti, che le parole Pace e Forze Armate possano andare d'accordo, ne siamo ancor più certi se dietro tutto questo ci sono giovani sinceri e fieri delle loro origini, delle proprie radici storiche e culturali, da qui l'invito a tutti affinché l'ingresso in questa realtà sia una spinta a ricercare sempre più una conoscenza culturale del territorio e della società, perché solo conoscendo la storia degli uomini si può collaborare ad un futuro cosciente e sereno. Viva i nostri ragazzi. |