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Siamo a raccontare la vicenda dei nostri cari amici operai della Ex - SAIVO di Firenze, la più importante vetreria toscana, tra le più importanti d'Italia. Nel 1992 l'Italia, con la Legge 257 del 27 marzo 1992, ha messo al bando la realizzazione di accessori, materiali, strutture ed infrastrutture realizzate con il materiale fibroso tratto dal minerale scientificamente denominato asbesto. L'Amianto fino a tale data veniva ritenuto uno tra i materiali più "preziosi" ed utili presenti nell'edilizia e nella produzione in genere. Prezioso poiché economico, duttile, elastico eppure resistente... ottimo per legarsi con il cemento, il gesso, il tessuto... fonoassorbente, ignifugo, resistentissimo e maneggevolissimo... una forza della natura... talmente potente da essere gravemente pericoloso per l'uomo, tanto da determinarne la morte per semplice inalazione dei microfilamenti. Quando si parla di micro filamenti non si scherza... dati da rabbrividire, talmente infinitesimali da occupare in numero inverosimile lo spazio occupato dal diametro di un capello!!! Nel 1993 la SAIVO di Firenze passa in mano ai privati che prima di attivarsi in un qualsiasi provvedimento di risanamento economico, pensano bene di spendere tempo ed energie finanziarie nella perfetta bonifica degli ambienti, nell'acquisto di nuovi e più funzionali macchinari, in altre parole nel rispetto rigoroso ed impeccabile dei dispositivi legislativi che finalmente sanciscono la pericoilosità dell'Amianto. La Saivo era una vetreria che produceva splendidi bicchieri esportati ovunque... una vetreria era l'ambiente ideale per la presenza dell'amianto; pensiamo solo alle alte temperature che doveva sostenere la struttura, alle lamiere incandescenti che dovevano sostenere la catena di produzione, agli stampi in cui cadeva la goccia di sabbia e soda a migliaia di gradi centigradi... fino ai guanti degli operai che dovevano interagire con i materiali e con il prodotto finito. Ogni giorno all'interno di un simile ambiente vi doveva essere una concentrazione spaventosa di fibre di amianto, soprattutto perché non essendo stato specificato il rischio c'era da registrare l'assoluta presenza di attività o mezzi preventivi quali aspiratori, impianti di aereazione, elementi isolanti, mascherine ecc. Nel 1996 gli operai, in virtù della disposizione di Legge che prevedeva il riconoscimento della rivalutazione contributiva per i soggetti esposti al rischio, si sono presentati all'Inps per vedersi moltiplicati i propri periodi contributivi per il coefficiente 1,5. Nel 1996 l'Inps si è rifiutata di adempiere sostenendo che il rischio non fosse stato così elevato come sostenuto dagli operai. Posizione non solo inascoltabile ma opinabilissima se si pensa a come, una vetreria degli anni '70 ed '80 avesse potuto sostenere la propria attività e produzione senza fare un uso massiccio e spropositato del terribile materiale. Per poter ottenere giustizia, i 50 interessati si trovano costretti a denunciare l'Inps per inadempienza e trascinano il più importante Istituto italiano per la Previdenza Sociale davanti ad un Tribunale; nell'occasione il Pretore di Firenze in vece di Giudice del Lavoro. Il Giudice del Lavoro riconosce i diritti agli operai. Altrettanto farà la Corte d'Appello. La Suprema Corte di Cassazione invece ribalta la sentenza e rimanda alla Corte d'Appello per determinare tecnicamente il grado di esposizione di ciascun operaio (da notare... dopo 10 anni che la vecchia fabbrica non esiste più... da chiedersi come si sarebbero potute fare le misurazioni!!??). Nel 2004 la Corte d'Appello di Firenze ritiene tutti gli operai soggetti al medesimo grado di rischio sulla base di dati tecnici relativi al pericolo di esposizione già presentati all'inizio del primo procedimento, dati rilevati quando gli stessi erano non solo reperibili ma quantificabili scientificamente. L'Inps si avvale nuovamente della facoltà di ricorrere in Cassazione. E' di questi giorni, maggio 2005, la notizia che la Corte ha rigettato il ricorso dell'Inps riconoscendo a tutti gli operai l'uguale diritto alla rivalutazione contributiva. Splendida notizia che purtroppo lascia l'amaro di una piccola sconfitta; determinandosi infatti come unica vittoria la rivalutazione contributiva, avviene che dopo 10 anni di giudizio, contando come rivalutati gli anni dal '70 al '90... gli operai ottengono 10 anni di bonus pensione... bonus che ormai arriva tardi poiché gli operai sono arrivati ora ai 40 anni richiesti dalla legge e con questo bonus si ritrovano ad avere 48, 49 anni di contributi versati che ai fini pensionistici non contano un bel nulla. Comunemente si direbbe che... "hanno sballato". Se però guardiamo a quanti casi irrisolti e quanti eventi sono rimasti sconosciuti ai crismi della giustizia allora c'è da esser fieri di tanta attesa premiata. La consapevolezza di chi ha dovuto giudicare i fatti combacia con la consapevolezza di chi li ha vissuti personalmente ed è questo che dobbiamo guardare ora. Con gioia apprendiamo la notizia di questa vittoria ed oggi più che mai siamo vicini alle famiglie di coloro che non ci sono più, le famiglie di quegli uomini straordinari che hanno dato la loro vita per il proprio lavoro, per la propria esistenza, per il futuro e l'avvenire dei propri cari. 25 marzo 1999 il Pretore di Firenze in veste di Giudice del lavoro condanna l'Inps Ricorso in Corte d'Appello che conferma la Sentenza del Pretore. Ricorso in Cassazione, Sentenza 2402 del 2002 che rimanda alla Corte d'Appello per le valutazioni tecniche di quantificazione dell'esposizione all'Amianto. Aprile 2004 la Corte d'Appello stabilisce che il rischio è stato da tutti subito ed abbondantemente nei limiti previsti dalla vigente normativa. Giugno 2004, ricorso dell'Inps in Cassazione. 27 aprile 2005 con la Sentenza 08718 / 05 la Suprema Corte di Cassazione rigetta il ricorso e condanna definitivamente l'Inps. Laportaccanto ha inviato una lettera al Presidente della Repubblica per raccontare questa piccola ma importante vicenda italiana auspicando che l'Attenzione dello Stato verso queste vicissitudini quotidiane che vedono implicati al tempo stesso valori e diritti quali Giustizia, salvaguardia dell'essere vivente in salute ed in malattia e rispetto sia sempre ai massimi livelli. D.P.R. 8 agosto 1994 Legge 257 del 27 marzo 1992 D.M. 12 febbraio 1997 Note storiche: La S.A.I.V.O. Società Anonima Italiana del Vetro d'Ottica nasce nel 1938 per iniziativa del principe Piero Ginori Conti, nel 1940 entra nell'I.R.I. e nel 1990 subisce la privatizzazione e la fusione con la Fidenza Vetraria. Sede storica è da sempre nella zona di Castello alle porte di Sesto Fiorentino, in via Reginaldo Giuliani. Oltre che agli operai occorre fare i complimenti ad una classe Dirigente, quella post privatizzazione, che ha saputo sostenere in un momento difficilissimo il proprio ambizioso progetto ed è riuscita con i fatti a guadagnarsi la fiducia e la stima di tutto il personale. |